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Recupero,riutilizzo dell’acqua piovana con serbatoi modulari

Serbatoi modulari: recupero e riutilizzo dell'acqua piovana mediante cisterne interrate

Serbatoi modulari: recupero e riutilizzo dell’acqua piovana mediante cisterne interrate

Sei interessato a conoscere il processo di recupero e riutilizzo dell’acqua piovana tramite i serbatoi modulari? Sei nel posto giusto, continua a leggere l’articolo!

Il recupero dell’acqua e il successivo riutilizzo dell’acqua piovana, per l’irrigazione domestica, ad esempio per il vostro giardino fiorito, oppure per il vostro orto rigoglioso che rendono un’abitazione più bella e confortevole è la soluzione adatta per la molta acqua che si richiede per l’irrigazione, soprattutto durante i mesi estivi quando la penuria del prezioso liquido si fa sentire.

Il recupero dell’acqua è quindi importante anche perché fa risparmiare sui costi potenzialmente sia per gli alti costi dovuti agli elevati consumi d’acqua, sia ai costi ambientali dovuti proprio alla carenza dell’acqua nei mesi caldi sprecando così una risorsa assai preziosa.

Inoltre, nei periodi secchi le amministrazioni locali tendono sempre a emanare ordinanze che proibiscono ai privati in maniera esplicita l’uso dell’acqua potabile per l’irrigazione di orti e giardini.

Quindi cosa può essere meglio in questi casi del recupero di acque piovane da stoccare e utilizzare al momento opportuno?

Alcuni consigli utili per il recupero di acqua piovana

È un’operazione attuabilissima e semplice con il solo collegamento dei discendenti pluviali che dalle gronde portano l’acqua a una cisterna interrata dalla quale si diparte l’impianto di irrigazione.

Un impianto così realizzato è funzionale, e il funzionamento per questi sistemi è nella quasi generalità dei suoi componenti anche molto semplice: l’acqua piovana che si riversa sulla copertura o su tutte le altre superfici scoperte come terrazzi, piazzali, cortili ecc. è raccolta da un sistema di gronde e canalette, tombini e tagliole e a sua volta convogliata o per caduta o pompata nell’apposita tubazione predisposta che la immette in un sistema di filtraggio perché siano eliminate le varie impurità come foglie e detriti sabbiosi, e fatta confluire in un capace serbatoio per la raccolta dell’acqua.

Al suo interno il serbatoio ha collocata un sistema di sollevamento che mantiene costante la pressione di tutto l’impianto e che viene attivato quando avviene il prelievo dell’acqua.

Gli elementi principali costituenti tutto il sistema sono ovviamente i serbatoi interrati per la raccolta acqua e successivo riutilizzo dell’acqua piovana.

Il mercato ne propone di varie forme e dimensioni, e il materiale più diffuso e anche il più leggero e veloce in termini di posa è la plastica.

I serbatoi per acqua in materiale plastico

I serbatoi modulari, chiamati anche cisterne, costruiti in materiale plastico, sono molto vantaggiosi rispetto ad altri sistemi di raccolta, si pensi alle vasche in c.a., a partire dal costo molto concorrenziale, la possibilità di una facile pulizia, la velocità di installazione e la notevole versatilità con varie forme e dimensioni costituenti una vasta gamma di scelta.

Alcune aziende produttrici hanno ideato e realizzato due sistemi di cisterne di raccolta, ossia un tipo classico monoblocco, ossia con capacità predeterminata, e un’altra tipologia modulare che consente la formazione del sistema di raccolta mediante l’abbinamento di elementi standardizzati e configurabili a piacere in base alle necessità.

Il materiale costituente è il polietilene lineare ad alta densità (LLDPE), e le forme reperibili sul mercato sono prevalentemente cinque:

  • I serbatoi per acqua piovana da esterno tipo monoblocco a panettone, con pareti lisce e capacità da 1000 a 2000 litri: è questa una soluzione ottimale per fabbisogni contenuti;
  • Il serbatoio d’acqua da interro a panettone corrugato, tipo monoblocco e capacità da 3000 a 10000 litri;
  • I contenitori corrugati da interro monoblocco, a forma cilindrica e capacità da 3100 e 10700 litri;
  • Le cisterne per acqua potabile o piovana, di forma cilindrica, pareti lisce o corrugate, di tipo modulare, per installazioni fuori terra o interrati;
  • I contenitori per acqua piovana a canotto di tipo modulare.

Le tipologie in commercio sono:

  • canotto;
  • corrugato;
  • panettone corrugato;
  • panettone liscio;
  • modulare.

Forme dei serbatoi modulari e lisci per acqua piovana 

Per le ultime due tipologie, il panettone liscio e il serbatoio modulare, la capacità e la forma sono dipendenti in maniera stretta dal fabbisogno idrico occorrente nonché dallo spazio a disposizione: l’accostamento di vari moduli insieme all’uso dei pezzi speciali come le diramazioni, i gomiti e le curve ad angolo retto permettono di ottenere anche configurazioni di una certa complessità come serpentine, o zig zag, o canotti rinforzati, e anche la realizzazione di tracciati di varie forme secondo le necessità.

I collegamenti tra i diversi moduli sono eseguiti in cantiere per mezzo di un doppio sistema di bullonatura e saldatura elettrica in polietilene.

Il dimensionamento dei/del serbatoio è funzione del volume di stoccaggio occorrente relativamente ai calcoli che tengono conto di vari fattori, come la destinazione d’uso del serbatoio d’acqua, ad esempio irrigazione, lavaggio di piazzali e automobili, sciacquoni dei wc, ecc., la superficie complessiva di raccolta delle acque piovane e dalle precipitazioni statistiche medie della zona geografica di riferimento, per poi procedere al riutilizzo dell’acqua piovana.

I serbatoi di plastica nervati sono adatti a essere interrati e perciò meno adatti per il loro utilizzo in superficie.

L’operazione di posa è effettuata in cinque fasi:

  • lo scavo vero e proprio, con fondo piano e dimensioni tali da lasciare intorno al serbatoio uno spazio di almeno 20-30 centimetri o 50 in presenza di terreni pesanti;
  • la stesura di uno strato in ghiaia lavata 2/6 spessore 15-20 cm;
  • la posa del serbatoio, suo riempimento progressivo con acqua e contemporaneo rinfianco dello scavo con altra ghiaia lavata, procedendo per strati successivi;
  • il riempimento del serbatoio per 3/4 e contestuale ricoprimento degli ultimi 40 cm con terreno vegetale, lasciando liberi i tappi di ispezione, riempimento totale del serbatoio.

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